Venti milioni di dollari per Wikipedia

Jimbo Wales

Jimbo Wales

Nelle ultime settimane del 2011 Wikipedia ha come di consueto lanciato la sua campagna di raccolta fondi tramite donazioni volontarie: quest’anno, oltre a Jimbo Wales in prima persona, ci hanno messo la faccia anche tanti programmatori del progetto Wiki e persino alcuni utenti contributori tra i più attivi.

Il risultato è stato esaltante ed ha scongiurato l’allarme chiusura che era stato lanciato per la carenza di fondi, ed ancora una volta la cifra raccolta ha superato quella dell’anno precedente, attestandosi sui 20 milioni di dollari: cifra che per un progetto senza scopo di lucro e che non impiega neanche un pixel in pubblicità è una vera boccata di ossigeno.
Se si considera infatti che Wikipedia si basa solo su contributi volontari e che è disponibile in oltre 280 lingue con milioni di voci aggiornate quotidianamente, ci si rende conto dell’imponenza del progetto ormai utilizzato in tutto il mondo e dalle categorie di utenza più disparate.

Una buona fetta dei contributi proviene nientedimeno che da Sergey Brin, uno dei fondatori di Google, il quale, sensibile alla rilevanza della causa di uno dei 5 siti più visti al mondo ha donato ben 500mila dollari alla Wikimedia Foundation.
verranno così installati nuovi server, aumenteranno le garanzie legali, e tutti i benefici di cui ciascuno di noi usufruisce saranno salvi, almeno fino alla…prossima campagna di sensibilizzazione.

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Microsoft resterà leader del mercato

Microsoft non si trova in una fase di stallo economico, come sostengono in molti a causa degli attacchi che sta subendo su più fronti: il report di 44 pagine pubblicato da bernstein Research dimostra con previsioni a lungo termine come minacce come i tablet, gli altri sistemi operativi o il cloud computing non possano mettere in discussione la posizione di primo piano del colosso di Redmond.

Tuttavia, sembra che Microsoft voglia affrontare l’offensiva sul piano dei tablet proprio con il nuovo sistema operativo Windows 8, che potrebbe insidiare Android e Ios specie se molte applicazioni migreranno verso la nuova piattaforma.
Va però tenuto presente che i tablet non sono da considerarsi un vero avversario dei PC, in quanto la maggior parte dei 200 milioni di unità vendute che si prevedono per il 2014,  andrà ad affiancarsi alla tecnologia tradizionale e non sarà ad essa alternativa.

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Firefox-Google: rinnovato l’accordo!

 

Nei giorni scorsi il blog della Napoliweb ha riportato la notizia delle presunte difficoltà del browser di Mozilla, a causa del sorpasso subito da parte di Chrome e della scadenza dell’acordo economico stipulato proprio con Google.
Due eventi quasi in contemporanea che sembravano profilare all’orizzonte un futuro non del tutto roseo per la Fondazione Mozilla, anche se era sempre in piedi la possibilità di stipulare un nuovo accordo con una Microsoft naturalmente alla finestra.

Tutte le voci sono però venute a cadere quando si è diffusa la notizia del rinnovo dell’accordo dopo lunghe trattative. La partnership andrà avanti per altri 3 anni, con Mozilla che beneficerà del denaro di Google (molto denaro, sostengono voci ben informate: si parla di 300 milioni di dollari annui) e il motore di ricerca principe che invece continuerà a restare quello predefinito su Firefox e naturalmente ad arricchirsi dell query di ricerca provenienti dal browser.
Con questo nuovo accordo, il “panda rosso” va a triplicare gli introiti annui per la fondazione Mozilla, che si garantisce risorse per lo sviluppo dei propri prodotti – e forse non a caso in questi giorni è stato reso disponibile il nuovo Firefox 9, con sostanziali modifiche durante l’esecuzione di codice JavaScript.

A quanto pare, l’opzione di default per il motore di ricerca incorporato nel browser continua ad avere un valore elevatissimo, e la forte concorrenza scatenata contro Google da Bing e Yahoo ha giocato un ruolo fondamentale nell’innalzamento dei termini economici dell’accordo.
In definitiva, chi è affezionato alla volpe di fuoco potrà dormire sonno tranquilli e continuare ad affidarsi al simpatico animaletto informatico per le sue navigazioni.

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Uno standard XMPP per Windows Live Messenger

Microsoft ha annunciato sul suo blog ufficiale l’integrazione di uno standard aperto XMPP, noto anche con il nome di Jabber, in Windows Live Messenger.

Tale protocollo, già utilizzato da altri client di Instant Messaging come Google Talk e Yahoo Messenger oltre a Skype – quest’ultimo in connessione con la chat di Facebook – la cui recente acquisizione da parte di Microsoft lascia presagire una fusione dei due client per giungere così ad un unico standard per tutti i servizi di messaggistica istantanea.
L’integrazione di XMPP (eXtensible Messaging and Presence Protocol) permetterà quindi di utilizzare solo un sowtware per poter comunicare con tutti gli amici che utilizzano servizi differenti, e Live Messenger potrà funzionare indifferentemente su qualsiasi piattaforma hardware, dai PC agli iPhone passando per i tablet ed i BlackBerry, naturalmente con qualsiasi sistema operativo.

In definitiva, un unico Windows Live ID sarà sufficiente per comunicare con tutti gli amici indipendentemente dal software da loro utilizzato.

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Silverlight 5 di Microsoft è pronto

Silverlight è il plugin col quale Microsoft ha risposto alla tecnologia Flash di Adobe, e viene utilizzato per la riproduzione di contenuti multimediali all’interno del browser. Microsoft è giunta alla versione 5 del suo plugin, naturalmente migliorata rispetto alla precedente.

Sarà infatti adesso possibile decodificare i contenuti multimediali basati sul codec video H.264 direttamente tramite il processore grafico, il che andrà ad aumentare le performance, mentre il Postscripts Vector Printing permetterà di avere files meno pesanti ma con qualità superiore.
Viene inoltre alleggerito il carico di Silverlight durante la sua esecuzione grazie all’abilitazione del plugin stesso come “applicazione fidata”, il che consentirà di affidare i compiti direttamente a Silverlight piuttosto che al browser.
Sembrerebbe, stando ad alcune voci, che questa versione sia l’ultima realizzata dagli ingegneri Microsoft, che si impegna al suo supporto per tutto il 2012, ovvero per un periodo più lungo rispetto alle precedenti versioni.
Come sempre, è possibile scaricare il pacchetto di installazione, del peso di circa 7MB, direttamente dal sito del colosso di Redmond.

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Firefox in difficoltà: il sorpasso di Chrome


Negli ultimi giorni Firefox, il browser che ha osato sfidare Explorer, ha subito due grossi colpi: il primo, sintomatico, è stato il sorpasso, basato su dati StatCounter, da parte di Chrome nei confronti del browser della fondazione Mozilla.

Il browser di Google si è infatti attestato sul 25,7% contro il 25,23% della “volpe di fuoco“, e si è lanciato all’inseguimento del dominatore tra i browser, IE, saldo sul 40,64%. Questi sono solo i numeri di una autentica “browser war” in corso, ma per una curiosa coincidenza il sorpasso è avvenuto proprio nei giorni in cui è scaduto un accordo economico stipulato da Firefox con Google, accordo che rappresentava l’84% delle sue entrate.
Tale partnership è ciò che ha sempre consentito il continuo sviluppo e la crescita di Firefox, ed era basata proprio sulle ricerche effettuate attraverso il browser.

Nulla è trapelato circa un eventuale rinnovo, il che non lascia presagire una semplice risoluzione delle trattative, ma la sensazione è che Google possa aver perso interesse a sostenere un browser – ormai minoritario rispetto a quello “della casa” – che non è quindi più utile nella sfida congiunta ad Explorer.
Chrome sta continuando a crescere, Internet Explorer resta il leader del settore e potrà presto farsi forte del lancio di Windows 8.
Lo scenario che si apre è pertanto dei più imprevedibili: una poco auspicabile scomparsa di Firefox consegnerebbe il web ai due golossi Microsoft e Grande G, ma la Microsoft potrebbe paradossalmente decidere di affiancare la fondazione Mozilla proprio per contrastare l’ascesa di Chrome.
Nulla è scontato a questo punto: Firefox potrebbe ad esempio integrare il motore di ricerca Bing per garantirsi risorse e consegnare nuove quote di mercato a Microsoft, ma al tempo stesso, chi in passato ha scelto Firefox proprio in segno di “rottura” con la Microsoft potrebbe non essere contento di trovarsi il nemico in casa.

Queste sono naturalmente solo ipotesi, nulla si potrà realmente capire prima di una comunicazione ufficiale da parte dei due gruppi, la quale genererà senza dubbio un effetto domino di conseguenze sulle quali sarà bene tenere gli occhi aperti.

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Task force europea per la sicurezza online dei minori


Ancora una volta la Commissione Europea al centro della nostra attenzione, in questa occasione grazie al patto di cooperazione promosso dal vice presidente Neelie Kroes e stipulato tra Google, Facebook, Microsoft ed Apple tra gli altri.
L’obiettivo delle aziende è quello di rendere internet un posto migliore per i bambini, attraverso diverse aree di impegno: l’ideazione di strumenti user friendly per segnalare contenuti inadatti; impostazioni sulla privacy adattate all’età degli utenti; classificazione dei contenuti per ampliare il parental control; guerra totale dichiarata alla diffusione di materiale pedopornografico.
Questi principi guida hanno già ottenuto parziale applicazione da parte di un colosso del web e del social networking come Facebook, il quale ha recentemente ideato uno strumento di segnalazione abusi oltre al Centro di sicurezza delle famiglie, tutti provvedimenti adottati per migliorare la sicurezza e la privacy dei minori in rete.
Gli impegni ora si fanno più ambiziosi e soprattutto sono condivisi da un nutrito gruppo di aziende, tra le quali anche compagnie telefoniche, le quali sono consapevoli di avere la responsabilità della sicurezza dei bambini in rete e sono pronti a gettare sul campo di battaglia strumenti di protezione semplici da utilizzare ma al tempo stesso efficaci.
Non va proibito l’uso di internet ai bambini, ma è necessario insegnare loro come utilizzarlo in maniera sicura: sono queste le parole con cui Neelie Kroes ha spiegato la sua iniziativa.

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Verso un e-commerce sempre più sicuro

Uno dei principali settori della cosiddetta “new economy” è senza dubbio da considerarsi l’e-commerce, la cui crescita vertiginosa, favorita anche dall’introduzione di strumenti di pagamento veloci e sicuri come Paypal o le carte prepagate, non accenna minimamente a ridursi.
Tuttavia, come ogni reparto con elevato bacino di utenza, anche per l’e-commerce è inevitabile, per ragioni statistiche di grandi numeri, l’insorgere di problematiche successive all’acquisto che generano controversie con i commercianti. Anche questa incertezza sull’esito delle compravendite va livellata al minimo, perchè acquistare sul web deve garantire una sicurezza persino maggiore dell’acquisto in un tradizionale negozio, dal momento che è di gran lunga ridotta la possibilità di una interfaccia “umana” di fronte al sorgere di inconvenienti.
Chi si occupa di realizzazione e-commerce deve tener conto anche di questi fattori, ed è per questo motivo che in loro aiuto così come in aiuto dei consumatori la Commissione Europea è attiva per la delibera della “Alternative Dispute Resolution (ADR), una direttiva che avrà come obiettivo principale la semplificazione delle controversie, le quali in base ai principi contenuti nella direttiva stessa dovranno essere veloci, facili ed economiche, con regole standard che assicurino una risoluzione in un massimo di 30 giorni.
Il tutto garantirà anche un risparmio sostanzioso, nell’ordine dei 22 miliardi di euro l’anno, fornirà sostegno concreto agli acquirenti in difficoltà, e sarà potenzialmente anche un volano di ulteriore crescita per l’e-commerce, dal momento che chi temeva di essere poco tutelato potrà invece essere invogliato ad intraprendere la strada dello shopping online.
Tale piattaforma unica per la risoluzione delle controversie dovrebbe vedere la luce nel 2015, anche se a quanto pare il Parlamento Europeo sta spingendo per anticiparne l’entrata in vigore al 2012.

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Tanti auguri www!

Tanti auguri www

Tanti auguri www

Sir Tim Berners-Lee: un nome che a tanti risulterà del tutto sconosciuto. Eppure questa volta il nostro blog parlerà di un uomo che ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni e non solo, con un’invenzione che non è eccessivo mettere sullo stesso piano della stampa a caratteri mobili (chi non ricorda il nome di Gutenberg?)

Partendo da un semplice programmino che era sfruttato per tenere in contatto i ricercatori del CERN e per condividere tra di loro documentazioni scientifiche, chiamato Enquire, Berners-Lee ha creato la tripla W che oggi tutti usiamo e conosciamo, il World Wide Web.

Il primo sito web al mondo venne così messo online nel 1991 grazie al CERN, presso il quale Sir Tim lavorava all’epoca come ricercatore ed informatico, ed è per questo motivo che il 14 novembre a Roma, presso il Tempio di Adriano, si sono tenuti i festeggiamenti per il ventennale della nascita del WWW che a distanza di tanto tempo non ha mai smesso di crescere e che è ormai diventato strumento di lavoro, svago e studio indispensabile.

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Riconoscimento vocale per il browser Google Chrome

Riconoscimento vocale per il browser Google Chrome

La guerra dei browser si sa non finirà mai, e ancora oggi propone altre soluzioni innovative da una parte e dall’altra, anzi dalle altre.
Dopo l’uscita di Internet Explorer 9 infatti c’era stata l’uscita di Mozilla Firefox 4, e adesso ci troviamo di fronte l’ultima novità di Google: Chrome 11.

Il Browser sarà ovviamente il cuore dei nuovi netbook che Google sta lanciando sul mercato, tutti “cloud” senza Hard Disk, ma soltanto con browser e sistema opeativo Cloud.

In quest’ottica la nuova funzionalità di Google Chrome 11 acquista notevole importanza: il riconoscimento vocale.
Al momento è disponibile solo la comprensione dell’inglese, però già ad oggi l’utente può parlare al computer/browser, e la sua voce viene trasformata in testo che viene inserito sulle pagine web. Diventa chiaro come questa funzione su computer sempre più piccoli, tablet o addirittura smartphone possa essere una grandissima innovazione per il futuro.

E adesso chi darà la prima risposta a Google? Microsoft E Mozilla non si faranno certo aspettare.

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