Kindle di Amazon finalmente anche in Italia
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Il lettore Kindle di Amazon
Da pochi giorni il mercato editoriale italiano è stato investito da un ingresso che ha fatto molto rumore, quello dell’e-book reader Kindle di Amazon. La commercializzazione è ovviamente partita in prossimità del Natale, per sfruttare il traino di una idea regalo alla moda praticamente perfetta per innovatività e prestigio.
Stiamo parlando infatti di uno strumento del peso di appena 170 grammi, con misure di 16×11 cm e spessore inferiore al centimetro: trattandosi di uno degli ultimi modelli dispone anche di una connettività wireless inclusa che non obbliga a scaricare da PC gli e-book che interessano (naturalmente anche questa possibilità è contemplata).
Il Kindle presentato in Italia è un modello base, da entry level, come dimostra il prezzo di 99 euro che taglierà senza dubbio le gambe a tutti gli altri reader di marchi meno noti se non sconosciuti, ed anche le caratteristiche tecniche e di storage depongono a favore del successo del lettore di casa Amazon.
Stiamo infatti parlando di uno strumento che consente di archiviare fino a 1400 libri, con i suoi 1,25 GB di capacità (2 i GB effettivi), e con un’autonomia di 1 mese considerando 30 minuti di lettura al giorno (con wireless disattivato); un lettore con schermo da 6 pollici con risoluzione 600×800 a 16 sfumature di grigio che garantisce una “morbidezza” di lettura a livelli impensabili per un normale LCD.
A questo punto servirebbero anche radicali incentivi da parte dell’editoria, in quanto non tutti gli editori si sono fatti convincere a ridurre sensibilmente i prezzi rispetto alle versioni cartacee, ed un altro incentivo alla lettura dovrebbe venire dall’Unione Europea, a cui è già stato chiesto di equiparare gli e-book ai libri tradizionali per quanto riguarda l’applicazione dell’IVA al 4%.
Tutti questi accorgimenti, successivamente alla diffusione del Kindle, potranno aiutare la crescita del segmento e-book in Italia, al momento ancora fermo a percentuali irrisorie.
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Silverlight 5 di Microsoft è pronto
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Silverlight è il plugin col quale Microsoft ha risposto alla tecnologia Flash di Adobe, e viene utilizzato per la riproduzione di contenuti multimediali all’interno del browser. Microsoft è giunta alla versione 5 del suo plugin, naturalmente migliorata rispetto alla precedente.
Sarà infatti adesso possibile decodificare i contenuti multimediali basati sul codec video H.264 direttamente tramite il processore grafico, il che andrà ad aumentare le performance, mentre il Postscripts Vector Printing permetterà di avere files meno pesanti ma con qualità superiore.
Viene inoltre alleggerito il carico di Silverlight durante la sua esecuzione grazie all’abilitazione del plugin stesso come “applicazione fidata”, il che consentirà di affidare i compiti direttamente a Silverlight piuttosto che al browser.
Sembrerebbe, stando ad alcune voci, che questa versione sia l’ultima realizzata dagli ingegneri Microsoft, che si impegna al suo supporto per tutto il 2012, ovvero per un periodo più lungo rispetto alle precedenti versioni.
Come sempre, è possibile scaricare il pacchetto di installazione, del peso di circa 7MB, direttamente dal sito del colosso di Redmond.
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La banda larga a 30 mega: un dovere
Agenda Digitale: una locuzione che deve essere ai primi posti dell’attenzione rivolta dall’economia europea per trovare una via d’uscita alla crisi.
Ancora protagonista delle nostre analisi è Neelie Kroes, nelle vesti di commissaria europea dell’Agenda Digitale, in quanto è sua ferma convinzione che uno sviluppo della banda larga sia uno dei veri motori di incremento dell’attività produttiva, in grado quindi di espandere il PIL.
L’impegno dell’Europa è sostanzioso: 9,2 miliardi di euro per sostenere gli stati membri verso l’obiettivo di una connessione ad almeno 30 mega disponibile per tutti gli abitanti entro il 2020.
Si tratta di uno scenario assimilabile ad un ecosistema, perchè l’alfabetizzazione digitale genera un indotto di attività collaterali che crescono attorno ed a sostegno dell’infrastruttura di connessione, e questo oltre a generare crescita economica genera posti di lavoro.
La rete va accresciuta, devono aumentare le connessioni e l’interoperabilità tra persone ed imprese, è questa la vera soluzione alla crisi e l’Italia è fino ad ora rimasta troppo a guardare davanti a queste opportunità finanziarie e sociali.
Ora l’Europa ci sta offrendo un aiuto e tale aiuto va sfruttato per incrementare la nostra economia digitale.
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Firefox in difficoltà: il sorpasso di Chrome
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Negli ultimi giorni Firefox, il browser che ha osato sfidare Explorer, ha subito due grossi colpi: il primo, sintomatico, è stato il sorpasso, basato su dati StatCounter, da parte di Chrome nei confronti del browser della fondazione Mozilla.
Il browser di Google si è infatti attestato sul 25,7% contro il 25,23% della “volpe di fuoco“, e si è lanciato all’inseguimento del dominatore tra i browser, IE, saldo sul 40,64%. Questi sono solo i numeri di una autentica “browser war” in corso, ma per una curiosa coincidenza il sorpasso è avvenuto proprio nei giorni in cui è scaduto un accordo economico stipulato da Firefox con Google, accordo che rappresentava l’84% delle sue entrate.
Tale partnership è ciò che ha sempre consentito il continuo sviluppo e la crescita di Firefox, ed era basata proprio sulle ricerche effettuate attraverso il browser.
Nulla è trapelato circa un eventuale rinnovo, il che non lascia presagire una semplice risoluzione delle trattative, ma la sensazione è che Google possa aver perso interesse a sostenere un browser – ormai minoritario rispetto a quello “della casa” – che non è quindi più utile nella sfida congiunta ad Explorer.
Chrome sta continuando a crescere, Internet Explorer resta il leader del settore e potrà presto farsi forte del lancio di Windows 8.
Lo scenario che si apre è pertanto dei più imprevedibili: una poco auspicabile scomparsa di Firefox consegnerebbe il web ai due golossi Microsoft e Grande G, ma la Microsoft potrebbe paradossalmente decidere di affiancare la fondazione Mozilla proprio per contrastare l’ascesa di Chrome.
Nulla è scontato a questo punto: Firefox potrebbe ad esempio integrare il motore di ricerca Bing per garantirsi risorse e consegnare nuove quote di mercato a Microsoft, ma al tempo stesso, chi in passato ha scelto Firefox proprio in segno di “rottura” con la Microsoft potrebbe non essere contento di trovarsi il nemico in casa.
Queste sono naturalmente solo ipotesi, nulla si potrà realmente capire prima di una comunicazione ufficiale da parte dei due gruppi, la quale genererà senza dubbio un effetto domino di conseguenze sulle quali sarà bene tenere gli occhi aperti.
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Task force europea per la sicurezza online dei minori
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Ancora una volta la Commissione Europea al centro della nostra attenzione, in questa occasione grazie al patto di cooperazione promosso dal vice presidente Neelie Kroes e stipulato tra Google, Facebook, Microsoft ed Apple tra gli altri.
L’obiettivo delle aziende è quello di rendere internet un posto migliore per i bambini, attraverso diverse aree di impegno: l’ideazione di strumenti user friendly per segnalare contenuti inadatti; impostazioni sulla privacy adattate all’età degli utenti; classificazione dei contenuti per ampliare il parental control; guerra totale dichiarata alla diffusione di materiale pedopornografico.
Questi principi guida hanno già ottenuto parziale applicazione da parte di un colosso del web e del social networking come Facebook, il quale ha recentemente ideato uno strumento di segnalazione abusi oltre al Centro di sicurezza delle famiglie, tutti provvedimenti adottati per migliorare la sicurezza e la privacy dei minori in rete.
Gli impegni ora si fanno più ambiziosi e soprattutto sono condivisi da un nutrito gruppo di aziende, tra le quali anche compagnie telefoniche, le quali sono consapevoli di avere la responsabilità della sicurezza dei bambini in rete e sono pronti a gettare sul campo di battaglia strumenti di protezione semplici da utilizzare ma al tempo stesso efficaci.
Non va proibito l’uso di internet ai bambini, ma è necessario insegnare loro come utilizzarlo in maniera sicura: sono queste le parole con cui Neelie Kroes ha spiegato la sua iniziativa.
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Smart Tv: internet a 40 pollici!

La velocità con cui ha preso a correre la tecnologia dei televisori è stata negli ultimi anni sbalorditiva ed ha in realtà spiazzato gli stessi consumatori che si trovano in molti casi spaesati in un mare di sigle ed acronimi come HD, 3D, APP e così via.
Lo stesso mercato dei televisori 3D sembra abbia subito una flessione e non rappresenta comunque più del 10% delle vendite: questo perchè il grosso dell’utenza vuole prima rendersi conto di cosa potrà vedere, dal momento che l’offerta televisiva della programmazione in 3D è ancora limitata e gli styessi BluRay che includono il 3D non sono più di 40 sul mercato.
Sembra però che si stia virando decisamente verso l’inclusione di internet nel grande schermo, con le cosiddette Smart TV.
Ciò significherà poter fruire di piattaforme come Youtube, Facebook ed app store non solo sugli smartphone o sui tablet, ma anche a 40 pollici dal divano di casa, anche se al momento resta una certa perplessità circa la scarsa fruibilità delle app senza un’interfaccia tattile.
Ma il vero ostacolo da superare, al di là dei contenuti delle app che andranno adattati alla TV (e non dubitiamo che accadrà anche questo) è quello di uno standard comune che attualmente alcuni marchi come Sharp, LG e Philips si sono detti disposti a trovare, mentre il colosso e leader mondiale Samsung tende ad isolarsi con una propria piattaforma, forte delle sue vendite.
Di sicuro non ci sarà da annoiarsi con tutte le innovazioni tecnologiche ancora in arrivo!
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Tanti auguri www!
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Tanti auguri www
Sir Tim Berners-Lee: un nome che a tanti risulterà del tutto sconosciuto. Eppure questa volta il nostro blog parlerà di un uomo che ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni e non solo, con un’invenzione che non è eccessivo mettere sullo stesso piano della stampa a caratteri mobili (chi non ricorda il nome di Gutenberg?)
Partendo da un semplice programmino che era sfruttato per tenere in contatto i ricercatori del CERN e per condividere tra di loro documentazioni scientifiche, chiamato Enquire, Berners-Lee ha creato la tripla W che oggi tutti usiamo e conosciamo, il World Wide Web.
Il primo sito web al mondo venne così messo online nel 1991 grazie al CERN, presso il quale Sir Tim lavorava all’epoca come ricercatore ed informatico, ed è per questo motivo che il 14 novembre a Roma, presso il Tempio di Adriano, si sono tenuti i festeggiamenti per il ventennale della nascita del WWW che a distanza di tanto tempo non ha mai smesso di crescere e che è ormai diventato strumento di lavoro, svago e studio indispensabile.
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Il futuro di Windows è…Otto

Windows Otto sorprenderà tutti
Microsoft è in dirittura d’arrivo per il lancio sul mercato, che avverrà nel corso del 2012, del suo nuovo e rivoluzionario sistema operativo Windows 8, che sfrutterà l’interfaccia grafica Metro mutuata da Windows Phone 7.
Ciò significa che una serie di rettangoli colorati sostituirà il canonico desktop, raccogliendo software, funzionalità ed Apps (scaricabili dal Windows App Store) e saranno gestibili con il tocco delle dita o con un pennino, ferma restando la possibilità di utilizzare la tradizionale “scrivania” attraverso mouse e tastiera.
L’innovazione ha l’obiettivo di rendere Otto il sistema operativo unico per PC fissi, tablet e laptop, ed è questo il suo vero punto di forza, che va ad aggiungersi ad una facilità di installazione mai vista prima e ad una rapidità di avvio sorprendente.
Come detto, l’intuitività di utilizzo del nuovo Otto farà la gioia degli utenti comuni, ma accontenterà, grazie all’integrazione con il cloud computing di Windows, anche chi vorrà sincronizzare dati ed impostazioni con la rete o con altri pc per l’uso da postazioni differenti.
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La crescita del mercato nautico
La nautica viene da sempre considerata un lusso e sempre meno persone riescono a goderne dei piaceri, infatti la crisi economica che ha interessato il nostro paese negli ultimi anni, ha colpito anche il mondo della navigazione da diporto.
Ed è su queste basi che alcune aziende nautiche hanno studiato e progettato un nuovo modo di vivere il mare, per consentire a tutti, o quasi, di regalarsi un piacere a cui in tanti hanno dovuto dire addio: diverse imprese del settore stanno infatti propondendo il Noleggio a Lungo Termine di barche a motore. Ed è grazie a questa idea che già tante persone hanno riscoperto i piaceri di vivere il mare allontanandosi dalla confusione e dal caos delle nostre spiagge.
Il noleggio barche a lungo termine offre diversi vantaggi rispetto al normale acquisto di una barca: ad esempio possedere una barca significa anche avere il problema futuro di rivenderla, inoltre l’azienda che noleggia penserà ancheal rimessaggio, assistenza tecnica, posto barca e copertura assicurativa…tutte noie che il cliente finale sarà lieto di evitare.
Magari potrebbe essere proprio questa la chiave per far riprendere il mercato nautico.
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Riconoscimento vocale per il browser Google Chrome
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Riconoscimento vocale per il browser Google Chrome
La guerra dei browser si sa non finirà mai, e ancora oggi propone altre soluzioni innovative da una parte e dall’altra, anzi dalle altre.
Dopo l’uscita di Internet Explorer 9 infatti c’era stata l’uscita di Mozilla Firefox 4, e adesso ci troviamo di fronte l’ultima novità di Google: Chrome 11.
Il Browser sarà ovviamente il cuore dei nuovi netbook che Google sta lanciando sul mercato, tutti “cloud” senza Hard Disk, ma soltanto con browser e sistema opeativo Cloud.
In quest’ottica la nuova funzionalità di Google Chrome 11 acquista notevole importanza: il riconoscimento vocale.
Al momento è disponibile solo la comprensione dell’inglese, però già ad oggi l’utente può parlare al computer/browser, e la sua voce viene trasformata in testo che viene inserito sulle pagine web. Diventa chiaro come questa funzione su computer sempre più piccoli, tablet o addirittura smartphone possa essere una grandissima innovazione per il futuro.
E adesso chi darà la prima risposta a Google? Microsoft E Mozilla non si faranno certo aspettare.