Amazon prepara lo sbarco nel circuito smartphone

febbraio 28, 2014 da · Lascia un commento
Articolo in: Articoli, Hardware, Ultime News 

Abbiamo imparato a conoscere la dirompente forza di Amazon grazie alla sua crescita, che attraverso step successivi ha rivoluzionato il modo in cui usufruiamo di tanti strumenti multimediali, per citare solo un dispositivo come Kindle.

Secondo il Financial Times, Amazon starebbe adesso cercando di introdursi in un altro mercato in crescita vertiginosa come quello degli smartphone, ed è molto più di una voce di corridoio perché esiste già un accordo con il marchio Htc per andare a sfidare in maniera diretta i giganti Apple e Samsung.
Tutto è ancora ammantato di un certo mistero, si sa solo che i contenuti e la tecnologia saranno ampiamente concorrenziali, con software e servizi ai quali accedere anche attraverso la piattaforma Prime. Una voce è però stata smentita in maniera diretta, quella che aveva ventilato la possibilità di un dispositivo gratuito a fronte di un abbonamento a servizi quali Amazon Prime.

Htc riuscirebbe a trarre solo benefici da un simile appoggio, in grado di portare una consistente iniezione di capitali: per saperne di più sul Kindle Phone non dobbiamo che attendere qualche mese, visto che sviluppi sono previsti già nel corso del 2014.

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Scuola punta e clicca, un progetto virtuoso

gennaio 2, 2014 da · Lascia un commento
Articolo in: Articoli, Hardware, Ultime News 

Ai vertici delle classifiche internazionali dell’istruzione ci sono paesi come la Finlandia e la Corea del Sud, ma nella tanto bistrattata Italia – specie dal punto di vista dell’evoluzione digitale – esiste una piccola oasi felice che ha mosso i primi passi al liceo Majorana di Brindisi, da quando il preside nel 2007 ha deciso per alcune svolte che includevano l’uso di e-book e di materiali audiovisivi.

Il modo di fare scuola è così rapidamente cambiato, e tutto è iniziato da quando il preside insieme ad altri collaboratori ed insegnanti ha varato il progetto Book in progress, che ha permesso alle famiglie consistenti risparmi sui libri di testo, perché scritti dagli stessi professori sulla base dei programmi e delle loro specifiche competenze e venduti al solo prezzo di costo della stampa.
Da quel liceo, la rete Book in progress si è allargata fino ad includere altre 120 scuole italiane, e circa 100 sono in lista di attesa. Oggi il progetto si è ampliato con il “Net in progress“, che prevede l’uso di materiale multimediale ed hardware di ultima generazione.

La scuola non può restare ancorata a vecchie tradizioni strutturali e deve sapersi evolvere per un apprendimento più moderno: è per questo che nel liceo Majorana il tablet come strumento didattico è onnipresente, le famiglie li acquistano volentieri anche grazie agli sconti ottenuti tramite l’istituto stesso e reinvestono per il bene ed il futuro dei propri figli le cospicue cifre risparmiate sui libri di testo.
Questi device diventano così supporti integranti indispensabili, strumenti di una iniziativa che non ha fini di lucro ma solo quello della crescita didattica.

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Un aspetto inquietante dei touch screen

novembre 29, 2013 da · Lascia un commento
Articolo in: Articoli, Hardware, Ultime News 

Un interessante studio effettuato dalla rivista inglese “Which” ha svelato un aspetto dei tablet e dei dispositivi touch screen in generale che ci ha davvero sorpresi per i suoi risultati. Siamo tutti ormai abituati a convivere con questi dispositivi ed i loro schermi, e con le inevitabili ditate che soprattutto in controluce sono ben evidenti.

Ciò che forse in molti ignoravano è che simili ditate sono anche un terreno fertilissimo per la proliferazione dei batteri, dei quali sui device analizzati nello studio si è riscontrata una concentrazione elevatissima.
Per ovvi motivi – la maggiore ampiezza della superficie – i più “sporchi” sono risultati i tablet, ma anche sugli smartphone il numero dei batteri si è rivelato più alto di quanto riscontrabile in una comune toilette condivisa in ufficio.

Le soluzioni sono tanto scontate quanto banali, e si deve riconoscere che non vanno assolutamente trascurate: è importante vincere la pigrizia ed aumentare la frequenza con cui si puliscono questi schermi, con strumenti e detergenti adatti, e c’è poi il più classico dei rimedi, da più parti spesso richiamato come norma generale e mai sufficientemente applicato: lavarsi le mani con maggiore frequenza.

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Sui tablet si fa largo l’alta risoluzione

ottobre 29, 2013 da · Lascia un commento
Articolo in: Articoli, Hardware, Ultime News 

In questo 2013 abbiamo assistito a grandi e sensibili miglioramenti nel settore dei tablet, che hanno coinciso anche con appetitose politiche low cost.

Le migliorie riguardano soprattutto l’alta risoluzione, un tema comune un po’ a tutti i marchi principali, che ha visto ad esempio la Apple lanciare il suo display retina sia sull’iPad che sulla sua versione mini: con 2048×1536 pixel, la definizione con cui si visualizzano pagine web, immagini e testi è praticamente doppia rispetto al passato.
In realtà altri marchi sono arrivati prima di Apple per quanto riguarda i piccoli dispositivi: Google si è appoggiata ad Asus per il suo Nexus 7 modello HD, e la stessa Asus ha lanciato il MoMo Pad anch’esso HD, a costi decisamente inferiori rispetto a quelli della “mela morsicata“.

Il marchio di Cupertino si pone ancora in posizione privilegiata per la stabilità e l’organizzazione del suo sistema, tuttavia se l’uso di un device è abbastanza standard e senza particolari stress (lettura delle mail, navigazione, anche qualche videogame) l’Asus risponde benissimo alle aspettative anche grazie ad ottime batterie ed un buon Android 4.2.
Pagare circa 200 euro in più per prestazioni non necessarie e finiture più eleganti ci sembra onestamente poco logico.

Per chiudere, scopriamo che anche il Kindle Fire HDX di Amazon viene sfidato sul terreno dell’alta risoluzione dal nuovo Kobo Arc, l’e-reader legato al marchio Mondadori, che abbassa i prezzi e sfodera anch’esso lo schermo HD.
In questa guerra tra tablet una cosa è certa: ne stanno beneficiando soprattutto gli utenti, i quali ottengono prodotti sempre migliori con prezzi che continuano a calare.

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La politica rampante di Amazon tra i tablet

Amazon punta fortissimo sul suo Kindle, al punto da non accontentarsi più di essere uno dei campioni di vendite insieme ad Apple. Una sfida aperta, iniziata sia con una nuova versione rigenerata del Kindle Fire HD ma soprattutto con un nuovissimo prodotto che aggiunge solo una lettera al nome ma che in realtà rivoluziona l’hardware, il Kindle Fire HDX.

Ma andiamo con ordine: l’e-reader che già conosciamo è stato potenziato nella sua versione da 7 pollici con un nuovo processore dual-core da 1.5 Ghz che ne amplifica le prestazioni ma anche con un nuovo display: il tutto, ad un prezzo più basso della precedente versione!
La grande rivoluzione è però, come dicevamo, il Fire HDX: nella versione con schermo da 8,9 pollici troviamo un display UltraHD da ben 2560×1600 pixel, e che con il suo processore da 2.2 Ghz – e i 2 GB di Ram – si presenta come device altamente prestazionale che non è più catalogabile come semplice e-reader ma è un tablet a tutti gli effetti, con tanto di doppia fotocamera, wi-fi e 4G.
La sfida lanciata al Nexus 7 è più che evidente, mentre la sua versione 7 pollici ha chiaramente risoluzione più bassa, è un po’ più leggero ed ha un’autonomia inferiore, anche se di poco.

La politica di Amazon è evidente, con l’ambizione di non essere più soltanto simbolo e leader tra i lettori di e-book ma anche validissima alternativa ai tanti rivali quali i-Pad, Samsung o Nexus.

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Addio al vero inventore del mouse

agosto 2, 2013 da · Lascia un commento
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Douglas Engelbart con il prototipo di sua invenzione

Lo scorso 2 luglio si è spento, all’età di 88 anni, Douglas Engelbart, uno dei grandi pionieri dell’interazione tra uomo e macchina.

I lavori di questo ingegnere hanno riguardato le interfacce grafiche, la possibilità di creare reti di computer, ma il suo nome è in realtà maggiormente legato all’invenzione del primo prototipo di mouse, risalente al 1964 ma messo in commercio dalla Xerox sul suo Star solo nel 1981, il che non ha permesso ad Engelbart di arricchirsi per la sua invenzione in quanto il brevetto era scaduto.

Il suo indicatore di posizione X Y si presentava come una scatolina in legno che scorreva sul piano grazie a due rotelle di metallo: proprio questa particolare forma, a cui si aggiungeva il cavo, suggerì all’inventore di dargli il nome giunto fino a noi, mouse.
Se nel 2013 abbiamo raggiunto una tale diffusione nell’uso dei computer lo dobbiamo anche a questo americano di origini europee che fu tra i primi, ad esempio, ad interessarsi al concetto di posta elettronica. Lo stesso Steve Jobs, con il lancio del suo Macintosh nel 1984, riprese esattamente lo stesso tipo di idea per la sua interfaccia grafica con mouse.

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Meglio un disco SSD o un tradizionale HDD?

luglio 23, 2013 da · Lascia un commento
Articolo in: Articoli, Hardware 

Gli irriducibili del desktop PC, che lavorano alla scrivania su una macchina il cui ingombro non costituisce per loro problematiche, sanno molto bene che per la rapidità delle operazioni di calcolo è fondamentale anche aver montato un buon hard disk, specialmente se la mole di lavoro include molta grafica ed elaborazione video e foto.

Le soluzioni più rapide oggi vengono offerte dai dischi a memoria solida, detti anche ssd (solid state drive) i quali riescono ad avviare Windows in venti secondi, oltre a copiare 22 GB in poco più di un minuto contro i 7 ed oltre che richiede un disco rigido di tipo tradizionale (hdd).
Naturalmente tanta velocità ha un prezzo, così in tanti, in attesa di un fisiologico assestamento dei listini verso il basso, preferiscono per ora montare un ssd piccolo – in ogni caso mai al di sotto dei 120 GB – per il sistema operativo, e continuare a mantenere i dati su un disco di tipo classico.

Come forse alcuni ignorano, infatti, per funzionare bene ed al massimo delle prestazioni un disco sia esso solido o rigido ha bisogno di essere vuoto al 40%.

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